Vertenza sindacale: Che cos’è e quando la si può fare?

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Vertenza sindacale
La vertenza sindacale è lo strumento attraverso il quale il lavoratore contesta al datore di lavoro un comportamento non in linea con il rispetto dei propri diritti e quindi in violazione di norme di legge.

Alla vertenza sindacale si fa sempre più ricorso per evitare che il comportamento del datore di lavoro prosegua a danno del lavoratore, il quale vedrà altrimenti come unica soluzione possibile il dar vita ad un procedimento vero e proprio che porti l’instaurarsi di una causa di lavoro.

Scopriamo insieme quando è possibile effettuare una vertenza sindacale e quali forme richiede!

Vertenza sindacale: quando è possibile ricorrervi?

La vertenza sindacale è possibile presentarla in tutti quei casi in cui il datore di lavoro assume un comportamento  pregiudizievole nei confronti del lavoratore, il quale vede negati dei diritti riconosciuti dalla legge o dai contratti collettivi nazionali.

Più di frequente si assiste a ricorso alla vertenza in ipotesi di lavoro nero, mancato pagamento degli stipendi o delle ore di lavoro realmente effettuate, mobbing, violazione delle norme che tutelano la salute del lavoratore attraverso la corresponsione delle ferie o dei permessi, ecc..

Questo è un rimedio a cui ci si appella in quanto più economico rispetto al conferimento di procura ad un avvocato, dovuto alla gratuità di prestazione effettuata dai sindacati per la tutela dei diritti dei soggetti a loro iscritti. 

Il lavoratore dovrà presentare al sindacato tutti i documenti che possano fornire prova certa delle violazioni di diritto che il datore di lavoro ha operato a suo danno.

Vertenza sindacale: quali forme rispettare e svolgimento

Il lavoratore che vede leso un proprio diritto deve procedere attraverso avviso ad adempiere, o a terminare il comportamento lesivo, al datore di lavoro. L’avviso di adempimento è costituito da una lettera di diffida. Se il datore di lavoro non provvede, il lavoratore potrà rivolgersi ai sindacati.

Non è condizione necessaria che il rapporto lavorativo sia cessato, può effettuarsi anche in costanza di lavoro.
I sindacati, attraverso i propri legali, verificheranno le richieste del prestatore di lavoro e contatterà il datore di lavoro per discutere la situazione e trovare un accordo bonario in via conciliativa o attraverso transazione.

Se un accordo non è raggiunto, il sindacato rimette tutta la documentazione al settore legale che si occuperà di assistere il lavoratore durante tutto l’iter processuale.

Quanto costa una vertenza sindacale e termini di prescrizione?

Il lavoratore iscritto ad un sindacato riceve tutela in modo gratuito in quanto versa una quota di adesione al sindacato stesso ogni anno. Potrebbero essergli addebitati eventuali rimborsi spesa a fronte dell’istruzione delle pratiche.
Se il lavoratore, invece, non è iscritto al sindacato gli sarà richiesta l’adesione.

Il lavoratore ha 5 anni di tempo, dal giorno di cessazione del rapporto lavorativo, per richiedere tutela.

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