Pensioni e quota 100 cosa cambia?

Pensioni e quota 100 cosa cambia –

Importanti cambiamenti in arrivo a Gennaio nel settore pensioni. Da Quota 100 ad Opzione Donna, vediamo in cosa consistono le novità e chi potrà beneficiarne.

Pensioni e Quota 100 

A Gennaio, il 10 o il 12 per l’esattezza,  partirà la riforma Quota 100 che introduce importanti novità afferenti al settore pensioni.

La misura Quota 100 introduce la possibilità di andare in pensione in anticipo.

Più precisamente, a partire dal 2019, si potrà andare in pensione a 62 anni e con 38 di contributi senza subire riduzioni dell’assegno pensionistico.

Chi, invece, preferirà avvalersi della pensione di anzianità, dovrà attendere i 67 anni  di età con almeno 20 anni di contributi.

 

Pensioni e Opzione Donna

La riforma delle pensioni del governo Lega- Cinque Stelle riguarda diverse categorie specifiche apportando cambiamenti rilevanti.

Le donne avranno la possibilità di scegliere se andare in pensione a soli 58 o 59 anni con 35 anni di contributi. Opzione valida sia per le lavoratrici dipendenti sia per le autonome.

Questa misura entra nell’ambito della perequazione delle pensioni che prevede una piccola riduzione dell’assegno: 3,4 euro netti al mese.

 

Pensioni, Ape Sociale e Ape Volontaria 

Tra le misure di pensione anticipata si confermano Ape Sociale e Ape Volontaria.

Ape Sociale consiste in un indennizzo di 1500 al mese per 12 mesi per chi si ritira dal lavoro con 3 anni di anticipo. Per beneficiarne  sarà necessario avere i seguenti requisiti:

– 63 anni di età e 30-36 anni di contributi;

– svolgere un lavoro gravoso;

– essere in situazione di disoccupazione o invalidità o dover assistere  un familiare.

 

Ape volontaria è quasi uguale ad Ape Sociale con la differenza che il pensionamento anticipato viene fatto ricorrendo al meccanismo del prestito pensionistico.

 

Quota 100 e le pensioni d’oro 

Le pensioni d’oro verranno suddivise in 5 fasce con diversi contributi:

1) contributo del 15% per i redditi tra 100.000 e 130.000 euro;

2) contributo del 25% per i redditi tra 130.001 e 200.000 euro;

3) contributo del 30% per i redditi tra 200.001 e 350.000 euro;

4) contributo del 35% per i redditi tra 350.001 e 500.000 euro;

5) contributo del 40% per redditi superiori a 500.000 euro.

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